Mangiare meglio fa davvero crescere i capelli più forti?

Hai mai guardato lo scaffale degli integratori per capelli e ti sei chiesto se davvero cambiano qualcosa? O magari hai letto online che una certa dieta “nutre” i capelli dall’interno, e ti sei incuriosito senza sapere bene di chi fidarti.

È una domanda legittima. Il capello nasce da un tessuto che lavora a ritmi altissimi: le cellule della radice, il follicolo, si dividono più in fretta di quasi ogni altra cellula del corpo. Un lavoro così intenso ha bisogno di materiali. Ma da qui a dire che un certo alimento o una certa pillola “fa crescere i capelli” il passo è lungo, e vale la pena capire dove passa davvero il confine tra prove solide e promesse di marketing.

Quando il cibo conta davvero

Le prove più solide riguardano le carenze vere, quelle che si vedono in un esame del sangue, non le sensazioni generiche di “mangiare meglio”.

Il ferro è un esempio chiaro: è la carenza nutrizionale più diffusa al mondo, e diversi studi hanno trovato livelli più bassi nelle persone con capelli più radi, anche se non tutte le ricerche concordano su quanto conti davvero. Lo stesso vale per lo zinco, che scarseggia più spesso in chi ha problemi di assorbimento intestinale, segue una dieta molto ristretta o è vegetariano da tempo.

Anche le proteine hanno un ruolo, ma agli estremi: una dieta drasticamente povera di calorie o proteine, di quelle che promettono di perdere peso in poche settimane, è una causa nota e documentata di caduta diffusa nei mesi successivi. Non serve mangiare “di più” in generale: serve non arrivare a mancare di qualcosa che al corpo serve per forza.

Anche la vitamina D è stata osservata più bassa in chi ha una caduta più marcata. Qui però la ricerca è ancora indietro: sappiamo che le due cose vanno spesso insieme, ma non ancora se assumerne di più aiuti davvero a far ricrescere qualcosa.

E le mode? Cosa non è (ancora) provato

La biotina è probabilmente l’ingrediente più pubblicizzato in assoluto per i capelli. Eppure una carenza vera di biotina è rarissima: il nostro intestino ne produce a sufficienza da solo, e capita solo in casi particolari, come l’uso prolungato di certi farmaci o abitudini alimentari molto insolite. Una revisione della letteratura scientifica su dieta e caduta di capelli, pubblicata su una rivista di dermatologia, è stata chiara su questo punto: nessuno studio clinico ha mostrato che la biotina aiuti a far ricrescere i capelli in chi non ne è carente. Eppure resta l’ingrediente principe di moltissimi prodotti in vendita.

Vale anche il contrario di quello che si pensa: di più non significa meglio. La stessa revisione ricorda che un eccesso di alcune sostanze, come selenio o vitamina A ad alte dosi, è stato collegato a più caduta, non a meno. Anche il ferro, se preso senza una reale necessità, può accumularsi e diventare un problema invece che una soluzione. Prima di aggiungere qualcosa, insomma, bisognerebbe sapere se davvero manca — qui trovi come lavoriamo su questo, in studio — più che affidarsi all’etichetta più convincente sullo scaffale.

Cosa fare, in pratica

Una dieta varia, con verdure, legumi, pesce e una quantità adeguata di proteine, resta la base più ragionevole: non promette miracoli, ma toglie il terreno alle carenze più comuni. Una revisione sistematica recente, che ha messo insieme i dati di quasi 62.000 persone raccolti in diversi studi, ha confermato proprio questo: livelli più bassi di ferro e vitamina D si associano più spesso a capelli che cadono, mentre alcol e bevande molto zuccherate vanno nella direzione opposta.

Il punto debole di questi studi, lo dicono gli stessi autori, è che quasi sempre fotografano un momento solo: dicono che due cose vanno insieme, non che una causa l’altra. Per questo, se sospetti che dietro alla tua caduta ci sia davvero una carenza, la strada più utile non è indovinare quale integratore comprare, ma verificarlo con un esame vero.

Capire cosa succede davvero ai tuoi capelli e alla tua cute, però, richiede guardarli da vicino: è per questo che in studio esiste l’analisi tricologica avanzata, in cui si osservano cute e capelli con strumenti dedicati e se ne parla con calma insieme ad Alessio Sette, senza rincorrere la moda del momento. Il nostro criterio resta sempre lo stesso: prima si osserva, poi si interviene. Se ti va di farti un’idea più precisa, qui trovi come funziona un primo incontro, oppure qui sotto trovi un breve test da cui partire.